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Maria Rosaria Valentini
www.mariarosariavalentini.ch

Biografia - Bibliografia - Di armadilli e charango

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Rubrique Livres du mois
Nomi Cose Città Fiori


  Biografia


Maria Rosaria Valentini, nata a S. Biagio Sar. (Frosinone) nel 1963, cresciuta a Roma, si è laureata in germanistica presso l'Università la Sapienza di Roma. Dal 1989, dopo aver vinto una borsa di studio in storia dell'arte, si è trasferita in Svizzera, dapprima a Berna e quindi (per amore) a Sorengo, dove vive.

Sposata, con due figli, segnalata nel 2003 al premio Schiller per il libro di poesie Sassi muschiati (Edizioni Ulivo, Balerna 2002),pubblica poi Nomi Cose Città Fiori (Dadò, Locarno 2003). Aveva già pubblicato, nel 1995 Un'altra favola da raccontare, e nel 2000 Sequenza.

Franca Cleis

http://www.mariarosariavalentini.ch/

 

  Bibliografia

Ingeborg Bachmann, Natalia Ginzburg : un confronto, 1994
 
Sequenza : testi di Maria Rosaria Valentini, disegni di Angela Lyn, 2000
 
Sassi muschiati : poesie, disegni di Angela Lyn, Edizioni Ulivo, (2002) 2003
 
Nomi cose città fiori, pref. di Franco Zambelloni, A. Dadò, 2003
 
Opere d'arte nel comune di Sorengo, Edizione del Comune di Sorengo, 2005
 
Quattro mele annurche, postf. di Domenico Bonini, G. Capelli, 2005
 

Ipotesi con aringhe, Editions Mercurio de Vercelli, 2006

 
Di armadilli e charango..., Edizioni Capelli, 2008

 

  Di armadilli e charango

Maria Rosaria Valentini - Di armadilli e charango

Questo non è un libro di storia: le intenzioni dell’autrice sono chiaramente letterarie; e io non sono una storica narrativista. Eppure, questi brevi racconti, frutto della rielaborazione di un’accurata raccolta di testimonianze, invitano anche la storica e lo storico a interrogarsi sulla loro funzione sociale.

Da molto ormai, scuole letterarie e storiografiche dibattono sulla frontiera tra fittizio e fattuale, sulle possibili passerelle che, in modi e tempi diversi, hanno collegato e collegano storia e letteratura, oggettività e soggettività. La narrazione è certamente l’elemento che più accomuna due pratiche discorsive di primo acchito diverse come la scrittura storica e la scrittura letteraria. L’utilizzo della testimonianza rende il discorso ancora più complesso, poiché aggiunge un altro fattore al già ricco dibattito tra e all’interno delle due discipline.

Una cosa è certa: questi racconti-testimonianza, che si svolgono tra la quotidianità del presente e la drammaticità del passato, narrano di uno tra i più importanti fenomeni della storia contemporanea, quello dello spostamento. I flussi migratori, per motivi e in momenti diversi, hanno particolarmente segnato gli ultimi centocinquanta anni e ci parlano di stenti, violenze, fughe e incertezze, ma anche di solidarietà, speranza e rinascita che hanno numerose similitudini nello spazio e nel tempo: dalle emigrazioni economiche di fine Ottocento al rifugio e all’esilio della seconda guerra mondiale, dal Cile delle torture all’Africa dell’emergenza.

Sono narrazioni nelle quali la Storia si svolge in secondo piano, mentre l’individuo è al centro; un individuo che nella sua testimonianza racchiude quella di molti altri: dell’”infinito esercito di donne senza voce” dei “fantasmi del reale” e della loro costante necessità di “cercare la vita altrove”. Una vita che si ritrova nella solidarietà e nell’incontro con l’altro prima, nella memoria poi.
Sono anche racconti-testimonianze sofferti e liberatori, in bilico tra l’urgenza dell’esprimersi e la difficoltà, a volte l’impossibilità, di ripercorrere momenti così dolorosi.
Nella riflessione attorno ai complessi legami che intersecano storia e letteratura, mi pare che siano libri come questo che chiariscono al tempo stesso come la storia alimenti la letteratura e come la letteratura sia d’appoggio alla riflessione storiografica, permettendo a volte di rischiarare le zone d’ombra dovute all’assenza di documentazione.
È però soprattutto il potere evocativo ed emozionale di questo dipanarsi di storie individuali lungo la storia collettiva che accorcia le distanze tra chi legge e l’avvenimento storico e spinge (così mi auguro) verso il desiderio di conoscenza; conoscenza che contribuisce a cancellare il giudizio affrettato nei confronti dell’altro. “Persone singole sono diverse di politica”, afferma Franka, racchiudendo in questa frase il senso di questi suggestivi racconti-testimonianza di Maria Rosaria Valentini.

Dalla postfazione di Nelly Valsangiacomo

 

Page créée le 09.01.04
Dernière mise à jour le 25.09.09

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